Continua la battaglia mediatico-politica più appassionante e grottesca (dopo i saldi) dell'autunno-inverno 06-07. Guzzanti contro tutti e Repubblica contro Guzzanti. Dal continuo scambio di mail, registrazioni, articoli e interviste stanno venendo fuori cose molto interessanti. L'etica non proprio cristallina di Bonini&D'avanzo, ma l'altrettanto faccia di bronzo del senatore Guzzanti. Eravamo rimasti ai colloqui di Guzzanti con Limarev e Gordievskij (quelli "on the record"). Innanzitutto il buon senatore con la nostalgia del giornalismo (da alcuni definito "una grande penna del giornalismo italiano") non ha ancora messo on-line sul blog le registrazioni integrali dei colloqui coi due personaggi (curioso perchè una delle principali critiche a B&D era che avessero solo le trascrizioni, ma non uno straccio di prova registrata), lasciando i solidi scampoli favorevoli, nonostante in una recente interrogazione al ministero dell'interno Amato scrivesse: "Evgueni Limarev ha totalmente ritrattato di fronte a me senatore Paolo Guzzanti interrogante in presenza di due registratori accesi – la registrazione è ascoltabile anche su internet - ogni cosa pubblicata sotto il suo nome". Lo stesso Limarev non ha ritrattato in toto il contenuto dell'intervista (checchè ne dica Guzzanti), si è limitato a fare delle rettifiche, ma direttamente dal suo blog personale. Oltretutto, dopo altri colloqui Oleg Gordievskij (che ora è un agente dell'MI6), ha messo in risalto il fatto che secondo lui Limarev è un agente dell'FSB, tesi a quanto pare sposata anche dal senatore, e che sarebbe stato a capo di un piano, guidato dai servizi russi, per uccidere Litvinenko e accreditare Scaramella come esecutore, così da far crollare come un castello di carte i risultati della commissione Mitrokin (piano andato alquanto male visto che già tre giorni dopo l'avvelenamento Litvinenko parlava di Putin e di Lugovoi, e Scotland Yard aveva già lasciato in pace Scaramella; non posso credere che i servizi russi, con la forza che hanno attualmente, siano così stupidi). In realtà erano già crollati quando, nonostante la forte maggioranza parlamentare, la CDL non era riuscita ad ottenere il numero legale per votare la relazione conclusiva proposta da Guzzanti, facendo concludere la commissione senza risultati effettivi (a parte riuscire a insinuare il solito dubbio nel popolino, solito dubbio che crea danni ben più tangibili di una conclusione secca). Oltretutto il fatto che Gordievskij sia un collaboratore dell'MI6 già dal 1968 (tempi caldi), oltre al fatto che il dossier Mitrokhin è stato passato all'Italia e al mondo direttamente dagli uffici dell'MI6, non crea alcun tipo di sospetto. Quindi collaboratori delicati quanto interessati politicamente come Gordievskij ("talpa" al di là della cortina di ferro) di un servizio segreto già implicato in scandali informativi di carattere politico come il Nigergate (poco importa che i Servizi si siano basati sulla patacca di Martino o su fonti loro, fatto resta che le conclusioni sono le stesse e sono state smentite da una commissione d'inchiesta apposita), un servizio che ha convinto l'opinione pubblica inglese e mondiale (sempre per obbiettivi politici) che Saddam aveva un arsenale pronto a far saltare il mondo (salvo essere poi smentito dai fatti, e dall'ISG del senato statunitense; un inchiesta interna oltretutto metteva in luce le leggerezze nel presentare i fatti al pubblico), secondo la "grande penna" prestata alla politica sono il non plus ultra dell'attendibilità. Io qualche domanda e qualche indagine la farei, ma purtroppo non sono nè "grande penna" nè senatore, e oltretutto le "fabbricazioni" le fanno solo i comunisti.
Ma torniamo al ruolo di giornalista super partes che sta impersonando recentemente Guzzanti, seguito da una pletora di guzzanti-boys. Guzzanti sembra usare come maglio, ultimamente, le diverse smentite dei diversi faccendieri che si sono occupati di questa storia, concedendo un intervista a Bonini&D'Avanzo; smentite che solitamente scalfiscono la forma per lasciare intatta la sostanza. Per esempio la smentita di Gordievskij all'intervista rilasciata a Repubblica il 7 Dicembre, da cui usciva un non troppo lusinghiero ritratto di Scaramella. Questa intervista veniva così commentata in un ulteriore intervista di Guzzanti a Gordievskij il 22 Dicembre su Il Giornale:
PG: "Lei tuttavia in Italia è considerato oggi un fiancheggiatore di questa operazione, nel senso che ha dato un contributo determinante a linciare Scaramella con una micidiale intervista a Repubblica."
OG: "Quell’intervista è stata molto forzata, mi facevano le domande e si davano anche le risposte, comunque sì, su Scaramella sono stato duro perché delle due l'una, a quel tempo: o era un agente del Kgb o un cretino. Così ho detto che è un cretino. Oggi so che è stato un ingenuo e una vittima predestinata e sono totalmente dalla sua parte."
[...]
PG: "Signor Gordievsky, la sua intervista a Repubblica ha provocato un enorme scalpore ed è stata considerata un colpo di grazia a Scaramella e indirettamente, alla Commissione Mitrokhin. Che mi può dire di quell’intervista che io le ho poi girato tradotta in inglese?"
OG: "Che è stata forzata oltre ogni limite. Io ho detto, è vero, che Scaramella è stato assolutamente incapace di capire quello che gli stava succedendo, ma come vittima. E poi ho detto, vero anche questo, che Scaramella era piuttosto soffocante con le sue domande sulla relazione fra Prodi e il Kgb."
Insomma, l'intervista sarà sì stata forzata, ma rimane il fatto che Scaramella era "soffocante" nel cercare relazioni tra KGB e Prodi (e questo lo scrive Guzzanti su Il Giornale!), e conferma inoltre che all'epoca dell'intervista con Repubblica Gordievskij era imbestialito con Scaramella (verba volant, scripta manent... non capisco che smentita sarebbe; all'epoca dell'intervista con Repubblica pensava davvero quello che è stato scritto, o almeno ciò si evince dalle sue parole). Inoltre, per quanto Gordievskij non definisca nuovamente Scaramella "a mental case", lo definisce "incapace di capire quello che gli stava succedendo, ma come vittima" e "so che è stato un ingenuo e una vittima predestinata ". Avevamo un consulente di una commissione delicatissima come la Mitrokhin che non capiva cosa succedeva, si faceva manipolare e non ce ne siamo accorti (Limarev a quanto pare era uno dei suoi manipolatori, oltre ad essere un altro suo contatto di consulenza per la Mitrokhin). Sbadatoni. Molto interessante (dal punto di vista della propaganda) poi è il modo del senatore di presentare le informazioni, con titoloni violenti e altisonanti, accolti da commenti entusiasti, applausi, e richieste di consigli su come scrivere all'Ordine dei giornalisti per far sospendere B&D, oltre alla richiesta saltata fuori da qualche utente del blog, che propalava l'idea di una petizione per far scarcerare Scaramella. Portiamo degli esempi:
Titolo di Guzzanti (dal suo blog):
LA LETTERE DI VLADIMIR BUKOVSKY A CARLO BONINI: REPUBBLICA SMENTITA VERGOGNOSAMENTE PER LA TERZA VOLTA DOPO GORDIEVSKI E LIMAREV. LITVINENKO NON PUO’ SMENTIRE SOLO PERCHE’ E’ MORTO (9 Febbraio 2007)
Si riferisce all'intervista rilasciata da Vladimir Bukovskij (intellettuale dissidente russo espatriato in inghilterra) a Repubblica. Nell'articolo di Guzzanti viene riportata una e-mail di Bukovskij a Bonini, dove effettivamente critica alcune distorisioni dell'articolo (letto in traduzione dall'italiano, ma non si capisce tradotto da chi), ma il concetto, checchè ne dica Guzzanti, rimane. Ergo discepanza tra titolone altisonante (ma che fa presa, soprattutto tra gli astanti che dai commenti sembrano aver letto solo quello) di Guzzanti e realtà dei fatti. Vediamo:
Bukovskij (dalla lettera a Bonini): "It appears from your text that Mario Scaramella tried to pressure me into giving him a false evidence against Prodi. This was not the case. Nobody did pressure me, and indeed nobody can. Mr. Scaramella did ask me several times if there was something about Prodi’s Soviet connections in my vast collection of documents, and I answered there was not."
Bonini&D'Avanzo, nella loro intervista pubblicata su Repubblica, riportavano ciò:
B&D: "Dunque anche lei fu pressato da Scaramella per raccogliere informazioni su Prodi?"
VB: "E' così. Scaramella mi chiese con insistenza di Prodi e dei suoi presunti legami con il Kgb. Quel che gli dissi, fin dall'inizio del nostro rapporto, dovette deluderlo molto. Anche se non lo scoraggiò."
In effetti B&D chedono se è stato "pressato" (ma che non vuol dire "to pressure me into"), a cui VB risponde affermativamente spiegando che ha ricevuto "insistenti richieste"; ma questo mi sembra sufficientemente corrispondente al "did ask me several times" dello stizzito Bukovskij. Che traduzione avrà letto? Poi:
Bukovskij (dalla lettera a Bonini): "the abscence of relevant documents in my collection does not necesserily mean Prodi’s innocence."
Questo potrà fare molto piacere alla propaganda guzzantiana, ma una dei pilastri del diritto italiano è che se ci son le prove sei colpevole, sennò sei innocente. E' una considerazione ovvia quella di Bukovskij, ma che non conferma niente. Ma continua:
Bukovskij (dalla lettera a Bonini): "your text implies that, in my view, Alexander Litvinenko was successfully pressured by Mr. Scaramella into slandering Prodi. This is absolutely wrong. I trusted Mr. Litvinenko completely, and I am sure he did not lie in what he said. [...] for all I know, he could be right."
Nell'intervista su Repubblica leggiamo:
B&D: "Contava solo Prodi [nell'attività di ricerca di Scaramella]?"
VB: "Direi di sì. E in qualche modo, alla fine, quel nome lo ottenne."
B&D: "Da chi?"
VB: "Da Aleksandr Litvinenko."
Qua si cade nell'interpretazione. La lettera poi finisce con delle osservazioni alle modifiche di B&D all'intervista, ma nulla che cambi il concetto di fondo. Quello che sappiamo con certezza è che Bukovskij si fidava di Litvinenko e del suo "Prodi is our man in Italy" (la cui fonte, purtroppo deceduta, non può comfermare), essendo stato presente quando pronunciava tali parole. A questo, Guzzanti dedicava un articolo e un titolo alquanto acido:
"VLADIMIR BUKOVSKY (INTELLETTUALE IN ESILIO E NON EX SPIA) CONFERMA QUEL CHE GLI DISSE LITVINENKO SU TROFIMOV E PRODI, PRONTO A TESTIMONIARE IN ITALIA. ECCO RACCONTATA PER FILO E PER SEGNO LA TRAPPOLA CON UN MORTO, UN CARCERATO, UN ASSASSINATO MORALMENTE E LA COMMISSIONE MITROKHIN (NELLE INTENZIONI DEGLI ASSASSINI) FATTA A PEZZI E RIDICOLIZZATA - MA COSTORO HANNO FATTO MALISSIMO I LORO CONTI".
Ma ancora una volta tante domande sollevate (anche se da Bukovskij; a quanto pare l'unico requisito per risultare attendibili e informati ultimamente è essere un ex dissidente sovietico o del KGB; teniamo conto che la commissione Mitrokhin funzionava in questo modo) ma non uno straccio di prova che Prodi effettivamente fosse un agente, perlomeno "coltivato", del KGB. Tante domande ce le si potrebbe fare anche dall'altra parte, una parte a cui Guzzanti non sembra granchè interessato. Perchè Litvinenko e la sua cricca (compresa la defunta Politkovskaja e Lugovoij, il presunto assassino) erano molto vicino all'ex oligarca russo Boris Berezovskij, che era sostanzialmente un mafioso ai tempi delle privatizzazioni eltsiniane; una delle eminenze grigie che conducevano il paese per conto del presidente troppo impegnato a testare la qualità della Vodka; acerrimo oppositore di Putin in quanto, non essendo riuscito a mettere le mani sul potere nel '99, venne silurato quando il neo-presidente decise di farla finita con gli oligarchi e sostituirli coi servizi segreti e i "siloviki"; a detta di molti legato a doppio filo coi ribelli ceceni, la cui ribellione avrebbe aperto la strada ai sordidi giochi per le elezioni alla presidenza nel '99? Perchè tutta la stampa occidentale ha esaltato all'estremo la Politkovskaja e i suoi libri di denuncia (principalmente contro Putin), mentre quando un altro giornalista americano, Klebnikov (che aveva scritto dei libri contro Berezovskij e contro la politica occidentale in russia), venne eliminato con un colpo in testa nessuno scrisse una riga? Questo probabilmente perchè solo i comunisti fanno gli intrighi. La cosa grottesca è che Guzzanti continua a parlare di autogol di Repubblica, mentre non si accorge che tutte queste mail che pubblica sul suo blog, non cambiano assolutamente la sostanza, pur creando una querelle dalla quale sono molto eccitati i suoi sostenitori. Querelle basata sul fatto Prodi e fosse un agente del KGB, e che sapesse del luogo dove Moro era rinchiuso.
E' interessante aprire una piccolissima parentesi sul come Guzzanti rispondesse dell'operato della sua commissione. Una sua intervista a fine 2005 rilasciata a "Nessuno TV" scatenò scalpore, in quanto il presidente della Mitrokhin, relativamente al sequestro di Aldo Moro, affermava: "Moro è stato poi tenuto nascosto in un luogo, peraltro noto a Romano Prodi". In seguito ad un'altra trasmissione, "l'ora del buon governo", rispondeva alle domande di un giovane "giornalista" estasiato e ammirato dalla presenza del rosso senatore, ma poco informato sui fatti. Il senatore parlava del fatto che Prodi fece passare alcuni giorni dalla famosa "seduta spiritica" prima di dare l'informazione di Gradoli alla sede della DC a Roma, e in seguito lo addita come una delle persone che determinarono la morte dello "statista" democristiano. Guzzanti sembra rimproverare Prodi del fatto che, avendo avuto quest'informazione, l'abbia trattata con tanta leggerezza, aspettando parecchio tempo prima di informarne le autorità (la seduta era del 2 Aprile, l'informazione fu riferita il 6). Insomma il fatto che Prodi non abbia preso sul serio da subito tale informazione, ma si sia convinto dopo poco dovrebbe essere un elemento a suo discarico: cioè non avrebbe preso troppo sul serio la gioconda faccenda della seduta. Guzzanti, che chiaramente tratta con disprezzo la faccenda "seduta" (citando la faccia orripilata di Sciascia che guardava Prodi deporre alla Commissione Moro), e dice che chi avesse "pensato di avere l'informazione giusta sul covo" avrebbe dovuto immediatemente chiamare SISMI, DIGOS, ROS, Pompieri ed esercito, senza aspettare qualche giorno (ma non riteneva "grottesca" ed "offensiva" l'intera storia?). Quindi ritiene che Prodi avesse già l'informazione (dice che Prodi "mente sapendo di mentire"), o in alternativa ritiene che avendola ottenuta durante la seduta (assieme ad altre 11 persone) non si sia mosso con sufficiente rapidità. Insomma se prende sul serio la seduta è un idiota, se non lo fa è la talpa. Guzzanti insinua altro. Che Prodi avrebbe dato l'indicazione del paese Gradoli per informare i brigatisti presenti in via Gradoli 96 a Roma di fare le valigie. Il "raid" nel paesino Gradoli è del 6 Aprile. Il 18 Aprile viene invece perquisito il covo di via Gradoli. Curiosamente, contro ogni regola delle BR che non consentiva di utilizzare i covi abitativi come magazzino, viene ritrovato pieno di armi e volantini, sparpagliati per tutto l'appartamento. Perchè avendo avuto ben due settimane di tempo dall'avvertimento di Prodi avrebbero lasciato una tale concentrazione di prove e di armi utili all'organizzazione? Mistero. Nella relazione finale di maggioranza (quella non votata) di Guzzanti, l'episodio di via Gradoli viene descritto in maniera allusiva. Invece precedentemente, il 18 Marzo, una squadra della Polizia Statale si era recata (probabilmente dietro soffiata) all'appartamento di via Gradoli, quello dove in seguito sarebbe stato scoperto il covo. Gli agenti bussano. Non apre nessuno. I vicini, interrogati, affermano di aver sentito spesso rumori simili a "comunicazioni morse". Gli agenti come minimo avrebbero dovuto irrompere. Così non fanno e se ne vanno tranquilli. Questo è il commento riportato sulla relazione di maggioranza della Commissione relativo a questo episodio (pg. 229):
"Il giorno 18 marzo 1978 vi si recano cinque agenti di polizia, guidati dal brigadiere Merola, per perquisire gli edifici della strada, in esecuzione delle disposizioni generali impartite dalla Direzione generale di PS [...] Se qualcuno voleva avvertire gli inquilini di un covo, ubicato al numero 96, quando non c'erano telefonini, come avrebbe potuto fare? Un vero rompicapo."
Davvero. Il modo migliore era inviare una squadra di polizia, recentemente rinvigorita dalla "Legge Reale", a dare un occhiata. Il fatto che non abbiano fatto altro che bussare lascia intravedere più un intervento dei servizi piuttosto che di un delatore (sempre Prodi?). Non viene inoltre spiegato la PS, che impartì le "disposizioni generali", da chi avrebbe ricevuto l'informazione. Ma c'è altro, relativamente al 18 Aprile, giorno del falso comunicato del lago della Duchessa dove si annunciava la morte di Moro. Lo stesso giorno veniva scoperto il covo in via Gradoli. Come descrive la scoperta la relazione di maggioranza?
"la scoperta del covo di via Gradoli avvenne per la già menzionata infiltrazione idrica causata da una doccia “a telefono” con tubo flessibile lasciata aperta e rivolta verso il muro, in corrispondenza di una sconnessione tra le piastrelle del rivestimento"
Effettivamente viene riportato il fatto che l'appartamento fu scoperto proprio perchè una doccia a telefono era stata appoggiata aperta in coincidenza con una fessura del muro che avrebbe causato l'infiltrazione. Ma Guzzanti, nella già citata trasmissione, dopo essersi scagliato con livore contro Prodi, tagliava corto (minuto 8.25 circa) sull'infiltrazione (argomento centrale, a cui dedica circa 3 secondi del discorso), provocata con evidente intento di far scoprire l'appartamento (la stessa relazione della commissione non avanza ipotesi... Guzzanti accusa i giornalisti di aver preso come una cosa "buffa" la seduta e il piattino, ma non approfondendo la storia dell'infiltrazione compie lo stesso identico errore). Casualmente lo stesso giorno viene trovato il falso comunicato del lago della Duchessa, probabilmente scritto dai servizi, per far sapere che le BR erano sotto il loro controllo (perlomeno questa è l'opinione di Giorgio Galli; sembra che al lago della duchessa le BR avessero spesso utilizzato un ponte radio). Insomma la "grande penna" glissa su argomenti centrali, come il ruolo dei servizi negli affari BR (a quanto pare per Guzzanti i servizi sovietici avevano le mani dappertutto, invece "Gladio", quindi CIA, NATO e SISMI erano dei poveri scemi). Glissa sul fatto che in via Gradoli c'erano diversi appartamenti usati dai servizi, come in via Caetani. Punta tutto sul piattino (con un approfondita analisi tecnica delle dimensioni di piatto e carta geografica, oltre a una perizia sull'attendibilità di tale gioco) e sul Prodi informatore (allusivamente nella relazione, con forza nelle interviste; gli altri membri della seduta, 12 in tutto, vengono nominati sporadicamente).
Chiusa la parentesi ci ritroviamo col solito Guzzanti che combatte contro il "linciaggio" nei suoi confronti, quando le unche prove a sostegno della sua amata commissione Mitrokhin sono parziali, di seconda, terza o quarta mano (compreso il famoso dossier Impedian, o archivio Mitrokhin), e non confermabili. Tira in ballo argomenti spinosissimi, come la strage di Bologna, la preparata invasione del Patto di Varsavia in Europa, Ali Agca e Breznev, o il fatto che i servizi segreti orientali avrebbero incoraggiato atti terroristici selvaggi in tutti i paesi occidentali. Questo mentre gli Stati Uniti incoraggiavano, finanziavano e proteggevano sanguinarie dittature subfasciste in tutto il mondo. Perchè se i russi avevano le mani in pasta ovunque avvenivano sanguinosissime repressioni "anticomuniste" (in realtà anti-qualsivoglia-dissidenza, e ben dopo che Berija era stato giustiziato e i suoi metodi abbandonati) in sudamerica e nel sud-est asiatico? Perchè trent'anni di dittatura democristiana, condita con stragismo, tensione, P2 e Mafia? A quanto pare i comunisti brutti e cattivi erano potentissimi e controllavano tutto, però i massacri quelli veri, i colpi di stato militari, le dittature e l'esclusione del 30 per cento dell'elettorato italiano dal governo avvenivano per davvero, ma col supporto di un altra parte politica. Ma divagazioni a parte il lavoro di Guzzanti è ben utile e serve ad alimentare il dubbio, il che, per quanto può sembrare vago, arriva ad un obbiettivo ben preciso. Screditare Prodi & Co davanti l'elettorato, non essendoci riusciti del tutto con l'inconsistente commissione Mitrokhin e con Telekom Serbia. Possibile in un paese in cui per i massimi "intellettuali" come Galli Della Loggia la Commissione Mitrokhin e la sentenza per mafia di Andreotti sono sostanzialmente sullo stesso piano.